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Pensione sociale e Assegno sociale 2021

La pensione sociale è una prestazione di natura assistenziale, istituita dall’articolo 26 della legge 153/69 in favore dei cittadini ultra65enni. A partire dal 1° gennaio 1996 la misura è stata sostituita dall’assegno sociale ma continua ad essere erogata, sussistendone le condizioni, a tutti coloro che l’hanno conseguita entro il 1995 e che, pertanto, attualmente hanno raggiunto un’età non inferiore a 90 anni continuando a versare in condizioni di bisogno economico. Le due prestazioni non vanno, quindi, confuse come talvolta accade.
Le misure sono accomunate dalla circostanza che possono essere erogate in misura piena solo verso soggetti totalmente privi di reddito ma differiscono sia sui livelli di reddito da prendere in considerazione sia riguardo le condizioni di erogazione del sostegno che premiano in misura maggiore rispetto alla pensione sociale i titolari di assegno sociale coniugati. In particolare, per quanto riguarda la pensione sociale, il sussidio resta concesso in favore dei soggetti privi di reddito o in possesso di rendite, prestazioni o redditi di importo non superiore a quello della pensione sociale stessa. Al pari dell’assegno sociale per avere diritto alla pensione sociale l’interessato deve risultare residente in Italia e spetta per 13 mensilità l’anno.

Nel 2021 l’importo mensile pieno della pensione sociale è pari a 379,33 € valore che può essere conseguito solo dai titolari sprovvisti di altri redditi o, se coniugati, dai titolari sprovvisti di redditi personali e con un reddito annuo coniugale inferiore a 12.059,18 euro. Il sostegno viene perduto qualora il reddito annuo personale splafoni i 4.931,29 euro, indipendentemente dal reddito coniugale, oppure qualora il reddito personale pur restando al di sotto della predetta soglia, cumulato con quello del coniuge superi i 16.990,47 euro. La prestazione si riduce invece di un importo mensile variabile qualora il reddito annuo personale risulti inferiore a 4.931 euro e quello coniugale entro i 16.990 euro annui (si veda la tavola sottostante).

I redditi
Rispetto all’assegno sociale per il quale occorre valutare tutti i redditi percepiti sia dal titolare che dal coniuge, anche quelli esenti da Irpef, la pensione sociale prevede criteri leggermente diversi per gli interessati. In particolare l’articolo 26 della legge 153/1969 indica che i redditi rilevanti ai fini della concessione della prestazione sono quelli soggetti ad Irpef in generale, con l’esclusione del reddito della casa di abitazione e delle indennità temporanee sostitutive della retribuzione (malattia, disoccupazione e simili) nonchè degli arretrati soggetti a tassazione separata (es. TFR). Tuttavia nel solo reddito personale, l’INPS considera anche la pensione di guerra, la rendita Inail e tutte le “rendite o prestazioni economiche previdenziali o assistenziali con carattere di continuità”.

L’incremento della pensione sociale
Anche la pensione sociale, lo si ricorda, può beneficiare delle maggiorazioni sociali previste ai sensi dell’articolo 2 della legge 544/1988, dell’articolo 70 co. 4 della legge 388/2000 e dell’articolo 38 della legge 448/2001 in favore dei soggetti in condizione disagiata. In particolare i soggetti in questione, che ormai hanno tutti superato la soglia dei 75 anni, possono godere di un bonus aggiuntivo di 272,69 euro se posseggono un reddito personale inferiore a 8.476 euro o, se coniugati, un reddito personale inferiore al predetto valore e quello coniugale inferiore a 14.459 euro.

 




Assegno unico rinviato a Gennaio 2022

L’assegno unico e universale per i figli entrerà a regime da gennaio 2022. Ha dovuto correggere il tiro la ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti rispetto alla tanta conclamata data del 1° luglio 2021, come data di partenza dell’assegno unico. Per sei mesi saranno ancora erogati assegni famigliari e bonus bebè, ma intanto verranno raccolte le domande per il nuovo assegno universale che a regine assorbirà tutti gli altri strumenti di welfare parentale.




Mod. 730, si comincia il 10 maggio

Il 10 maggio 2021 è la data a partire dalla quale i contribuenti potranno visualizzare i dati presenti nel modello 730 precompilato.

Da quelli relativi ai redditi percepiti, estrapolati dalla certificazione unica, fino alle spese detraibili trasmesse da soggetti terzi, facciamo il punto sulle informazioni contenute e sulle istruzioni per l’accesso alla dichiarazione predisposta dall’Agenzia delle Entrate.

Sono molte le novità al debutto, partendo dall’obbligo di tracciabilità per le detrazioni fiscali. Ad eccezione di farmaci e spese mediche sostenute presso strutture pubbliche o private accreditate, nel modello 730 entrano solo quelle pagate con carte e bancomat.

Nella dichiarazione dei redditi 2021 entrano inoltre il superbonus del 110 per cento ed il bonus facciate, due novità dello scorso anno nell’ambito delle agevolazioni edilizie.

La stagione della dichiarazione dei redditi per lavoratori dipendenti e pensionati si concluderà il 30 settembre 2021. È questa la scadenza prevista per i contribuenti che utilizzano il modello 730.

Il termine di trasmissione è lo stesso per chi si avvale del modello 730 precompilato 2021 e per chi effettua l’invio della dichiarazione dei redditi tramite CAF, professionisti o tramite il sostituto d’imposta.




Esenzione ticket per reddito in Sicilia anno 2021

Tutte le scadenze dei certificati annuali di esenzione ticket per reddito (codici esenzione E01, E02, E03, E04), a seguito di un apposito decreto del presidente della regione, Nello Musumeci, nella qualità di assessore alla salute. sono prorogate al 30 giugno.

Tali misure aziendali sono adottate nel rispetto delle disposizioni nazionali e regionali emanate per il contenimento e il contrasto del diffondersi del Covid-19.

Pertanto si raccomanda ai cittadini di non recarsi agli sportelli per il rinnovo di tali certificazioni.

Inoltre, per attivare l’esenzione per la prima volta o comunicare di non avere più diritto all’esenzione per perdita dei requisiti, si dovrà inviare richiesta al Distretto sanitario territorialmente competente tramite posta elettronica.

 




Importo bollettino rinnovo del permesso di soggiorno 2021

Dopo aver compilato il modulo 1 ed il modulo 2, se necessario, bisogna inserire tutti i documenti nel kit e recarsi alla posta (Sportello amico) per inviare il permesso di soggiorno.

Inoltre è necessario compilare il bollettino postale, per ottenere il tesserino elettronico, con i seguenti importi (sono stati confermati quelli del 2020):

– euro 70,46, per il rinnovo del permesso di soggiorno, con una durata superiore a tre mesi e sino ad un anno di scadenza;

– 80,46 euro, per il rinnovo del permesso di soggiorno, con una durata superiore a un anno e fino a due anni di scadenza;

– euro 130,46, per richiedere il permesso di soggiorno di lungo periodo CE  (ex carta di soggiorno) e per il rilascio del permesso di soggiorno per i dirigenti ed i lavoratori specializzati.

L’importo di 30,46 euro è necessario per richiedere il tesserino elettronico.

Sono esclusi e non devono pagare il contributo da 70,46 euro a 130,46, per il rinnovo del permesso di soggiorno:

  • i minori stranieri di 18 anni;
  • i cittadini stranieri che sono in Italia per cure mediche e ai loro accompagnatori;
  • gli stranieri che richiedono il duplicato o la conversione di permesso di soggiorno;
  • i titolari di protezione internazionale, che richiedono il permesso di soggiorno UE di lungo periodo;
  • i permessi di soggiorno di lungo periodo Ce, per i familiari di cittadini comunitari.

Nel caso in cui il rinnovo del permesso di soggiorno, riguarda anche i minorenni con un’età inferiore a 14 anni, deve essere inserito all’interno del kit, un ulteriore bollettino postale pagato dell’importo di 30,46 euro (intestato con Cognome e nome del minore), per la stampa del tesserino elettronico al minore.